L’investigatore privato e la violazione della privacy

//L’investigatore privato e la violazione della privacy

L’investigatore privato e la violazione della privacy

La figura dell’investigatore privato può essere utile in tantissime occasioni (ad esempio può essere ingaggiato per rintracciare un persona scomparsa, per scoprire un tradimento, per svelare le intenzione dei dipendenti non fedeli, investigazioni penali e così via), ma la sua attività ha dei limiti ben precisi: tra questi ci sono anche quelli che mirano a garantire che non ci sia una violazione della privacy da parte del detective. La riservatezza in particolar modo è tutelata dall’articolo 615-bis del codice penale e fa riferimento alle interferenze illecite nella vita privata.

La norma che punisce la violazione della privacy

L’articolo che abbiamo appena citato afferma che chiunque utilizzi strumenti di ripresa sonora o visiva per procurarsi indebitamente delle notizie o delle immagini che riguardano la vita privata e che si svolgono nei luoghi indicati dall’articolo 164 del codice penale viene punito con la reclusione per periodi dai sei mesi ai quattro anni. La stessa punizione spetta anche a chi rivela e diffonde al pubblico le notizie e le immagini ottenute nelle modalità appena descritte; questi delitti sono punibili su querela della persona che li subisce. L’ultima parte dell’articolo riguarda proprio l’investigatore privato, infatti è previsto che si può procedere d’ufficio e c’è un inasprimento della pena (con la reclusione che può andare da uno a cinque anni) se il fatto è commesso da chi svolge questa professione (anche abusivamente).

Queste sono le precise indicazioni del codice penale, però ci sono alcuni aspetti che vanno un po’ chiariti. Innanzi tutto quali sono gli strumenti di ripresa sonora o visiva di cui parla la norma? L’articolo fa riferimento a quegli strumenti che permettono la fissazione di suoni e immagini, quindi si parla di telecamere, registratori, cineprese, macchine fotografiche e così via; sarebbero quindi esclusi altri mezzi di acquisizione di notizie come il microfono o il pedinamento, visto che in questi casi non cii può essere la fissazione della notizia.

Considerazioni sulla violazione della privacy da parte di un investigatore

Un altro punto da chiarire (e su cui si dibatte molto) riguarda l’uso del termine indebitamente: cosa si intende con questa parola? Alcuni sostengono che il giudice debba accertarsi dell’esistenza di una causa di giustificazione, mentre altri affermano che non ci dovrebbe essere reato nei casi in cui il fatto è giustificato da un interesse uguale o superiore rispetto a quello tutelato dalla norma stessa, ovvero la riservatezza.

La norma fa riferimento anche ai luoghi in cui la privacy deve essere tutelata dalle invasioni anche dell’investigatore privato: il citato articolo 164 parla di abitazione altrui o altro luogo di privata dimora e relative appartenenze, ma il concetto non può limitasi alla semplice definizione di casa, residenza o domicilio; in linea generale bisogna comprendere anche tutti quei luoghi dove è possibile svolgere attività private. Forse con un esempio è più facile spiegare il significato di questa frase: l’investigatore privato che effettua delle riprese di un rapporto sessuale all’interno di un’abitazione privata commette un delitto anche se ha il consenso del padrone di casa, ma agisce all’insaputa dell’altra persona coinvolta.

Gli altri limiti all’attività dell’investigatore privato

Quelli che abbiamo appena visto sono i limiti posti all’attività dell’investigatore privato per evitare una violazione della privacy; in realtà questi limiti sono ben più ampi e vengono sanciti da vari articoli del codice penale (oltre che dalla costituzione, che agli articoli 13, 14 e 15 sancisce rispettivamente l’inviolabilità della libertà personale, del domicilio e della libertà e segretezza della corrispondenza e altre forme di comunicazione): citiamo la sostituzione di persona, la violazione di domicilio, l’accesso abusivo a sistemi informatici o telematici, la violazione o soppressione o sottrazione di corrispondenza, l’installazione di dispositivi per l’intercettazione o l’impedimento di comunicazioni, la rilevazione dl contenuto di corrispondenza, documenti segreti, segreto professionale o inerente ad un procedimento penale, la molestia e il disturbo delle persone.

By |2017-06-08T10:21:55+00:00aprile 26th, 2017|Consigli|0 Comments

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